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Ferrara Off

Ferrara Off è uno spazio teatrale e culturale situato sulle mura di Ferrara, e precisamente sul baluardo del Montagnone. Niente di più pertinente, per un luogo che mira a diventare un punto di riferimento per la città, un centro di aggregazione, un baluardo – appunto – a difesa della cultura.
Ferrara Off è un progetto. Un progetto immateriale, in continuo divenire, che si arricchisce giorno dopo giorno di idee, stimoli, proposte. Ed è un progetto reale, fatto di muri, di porte e di cemento, che – dal 29 novembre 2015 -, grazie all’apertura dello ‘spazio bianco’ adiacente alla sala teatrale, potrà raddoppiare le attività e ospitare iniziative di diversa natura.

Nelle serate della movida ferrarese, Ferrara Off propone alcuni momenti culturali incentrati sulle sette Satire di Ludovico Ariosto. Ciascuna satira sarà preceduta da una breve introduzione all’ascolto, a cura di Monica Pavani, e seguita da un intervento dei ragazzi di Occhio ai media relativamente al loro punto di vista su alcune parole-concetti chiave presenti in ciascuna satira (per esempio: il rapporto tra cultura e poterel’anticonformismoil ruolo dell’intellettualeil cambiamento della societàil matrimoniola forza della poesiale ambizioni umane), che verranno dunque attualizzati da un punto di vista multiculturale.

Ludovico Ariosto scrive la prima Satira nel 1517, un anno dopo avere stampato la prima edizione dell’Orlando Furioso (1516). E dal 1517 al 1524 continuerà a scrivere le Satire, mentre la seconda edizione del Furioso sarà del 1521 e la terza e ultima del 1532, completamente rielaborata. Perché tanta ossessione con le date? Perché il rapporto tra il Furioso e le Satire è un palleggio continuo, una botta e risposta sul discorso attorno al potere, nemmeno tanto trasfigurato, che fa un uso sapiente l’ironia non solo per divertire i lettori ma anche, e soprattutto, per veicolare un messaggio rivoluzionario, anarchico – per i tempi ma ancora di più per il nostro presente – facendolo diventare accettabile, e passare al vaglio della censura di quella stessa casata degli Este che all’Ariosto garantiva la sopravvivenza economica. E nel frattempo il poeta conforma il Furioso ai dettami linguistici di Pietro Bembo, cui dedica la Satira VI, per entrare comunque a far parte del canone italiano e mondiale della letteratura.
Il potere del sorriso, che seduce anche il Potere con la ‘P’ maiuscola, o meglio, consente di veicolare in forma gradevole e ben architettata una critica che mina il sistema alle radici, che arriva a sostenere con un urlo – scritto nella più splendida delle elocuzioni – la profonda missione della poesia e della letteratura. Quando in realtà di queste ultime, al Potere, non importa se non in qualità di manifesti pubblicitari, da affiancare alle icone dei politici i quali – senza gli artisti – non potrebbero che governare senza immaginazione, senza lustro alcuno.
Chiudiamo gli occhi un istante, e accostiamo lo scenario ariostesco al nostro, il passaggio è impercettibile, e la natura dei rapporti pressoché invariata. L’Ariosto, a ben vedere, rivendicando – come fa nella Satira VII – il suo diritto a “passeggiar fra il Domo / e le due statue de’ Marchesi miei” per essere vicino alla sua amata Alessandra, anziché viaggiare come un forsennato a Roma o, ancor peggio, in Ungheria al servizio del cardinal Ippolito, ci sta mettendo in guardia contro la globalizzazione e quella smania di successo e riconoscimento che – di fronte alle ragioni dell’amore e del più profondo sentire – un nulla sono.

All Sessions By Ferrara Off

satira I
mercoledì 27 settembre 21.00
Piazza Savonarola
satira II
mercoledì 4 ottobre 21.00
Piazza Savonarola
satira III
mercoledì 11 ottobre 21.00
Piazza Savonarola
satira IV
mercoledì 18 ottobre 21.00
Piazza Savonarola
satira V
mercoledì 25 ottobre 21.00
Piazza Savonarola
satira VI
mercoledì 8 novembre 21.00
Piazza Savonarola
satira VII
mercoledì 15 novembre 21.00
Piazza Savonarola